Bohème è il terzo lavoro in studio dell’eclettica musicista italo-svizzera

Dopo quindici anni di studi classici e oltre duecento concerti all’attivo, Kety Fusco torna sulla scena discografica con il suo nuovo lavoro in studio Bohème. Molti ricorderanno la presenza dell’arpista all’ultimo Festival di Sanremo, nella serata dei duetti, ospite di Joan Thiele con Frah Quintale, ad impreziosire la loro performance di Che cosa c’è di Gino Paoli. Ma Fusco si è anche esibita su altri prestigiosi palcoscenici, come quelli del Montreux Jazz Festival, del Paleo Festival, La Notte della Taranta, l’Afrolect International Jazz Festival e molti altri. Katy ha inoltre ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui l’invito al Global Festival of Action delle Nazioni Unite e quello al International Visitor Leadership Program (IVLP) da parte del Dipartimento di Stato americano.

foto di Sebastiano Piattini

Recentemente, lo scorso 19 settembre 2025, la musicista e compositrice italo-svizzera ha pubblicato il suo secondo album per l’etichetta elvetica A Tree in a Field Records. In esso Fusco intende reinventare ciò che questo strumento può rappresentare, esplorando un universo di sonorità basato essenzialmente sulla contaminazione dei timbri acustici con l’elettronica, che riveste una parte preponderante nell’architettura dei brani.
Il disco verrà presentato in anteprima mondiale italiana domenica 26 ottobre al Teatro Malibran di Venezia, in apertura al live dei Calibro 35.

foto di Michele Pennetta

A seguire il full-length d’esordio Dazed del 2020 e lo sperimentale The Harp – Chapter I del 2023, Bohème vuole essere, nelle intenzioni dell’artista, un manifesto artistico di anticonformismo e libertà assoluta, un ponte tra passato e futuro. L’album è stato anticipato dai singoli BLOW, sospeso tra radici classiche e incombenti sonorità elettroniche, e SHE (feat. Iggy Pop), che celebra l’incontro tra il suono etereo dell’arpa e l’inconfondibile timbro vocale del leggendario rocker. Una curiosità: il videoclip di BLOW è stato girato nel Parco delle Gole della Breggia, in Canton Ticino.

Fusco racconta riguardo alla genesi di SHE: «SHE è nato da un momento di profonda connessione artistica, guidato dalla mia ammirazione per una delle voci più rivoluzionarie della storia della musica. Quando Iggy ha parlato di me su BBC Radio, le sue parole mi hanno colpito come un fulmine: “The harp is not heard, as much”. Una frase semplice, ma carica di significato. L’arpa è uno strumento con un potenziale straordinario, eppure è spesso relegata a un ruolo secondario, quasi invisibile. Sentire un’icona come Iggy Pop mettere in evidenza tutto ciò è stato emozionante. Ho deciso di prendere le sue parole e farle vivere nella mia musica. Quando ho inviato il pezzo a Iggy, non immaginavo cosa sarebbe successo. La sua voce ruvida, autentica, ha impresso nuova linfa a ciò che avevo creato, trasformandolo in qualcosa di più grande di quanto avessi immaginato».

Composto da nove tracce e realizzato in collaborazione con il compositore di colonne sonore Nicolas Rabaeus, Bohème include manipolazioni sonore, registrazioni subacquee e tecniche inusuali. Tra le esperienze più audaci, Fusco si è immersa in una piscina per registrare i suoni dell’arpa sommersa, rendendo lo strumento un mezzo per raccontare l’ignoto. Questo approccio emerge con forza nell’avanguardistica traccia introduttiva Hi, This is Harp.

foto di Michele Pennetta

Il full-length include anche una reinterpretazione del celebre brano Per Elisa di Beethoven. Fusco ha scelto di rinominarlo Für Therese, ispirandosi alla teoria secondo la quale il titolo originale potrebbe essere il risultato di un errore di trascrizione. Si ritiene infatti che Beethoven abbia dedicato il brano alla sua amata allieva Therese, non a Elise. Con Für Therese, Kety ha voluto dare nuova vita a questo capolavoro, reimmaginarndolo in un contesto attuale. Come ella stessa ha spiegato, Fusco ha scelto di “urlare” il pezzo con il suo strumento: un’arpa preparata, distorta, ruvida, che non accompagna, ma “grida”. Per creare questo suono, l’artista ha utilizzato un’arpa classica elettroacustica, amplificata da 47 microfoni interni alla cassa armonica.

Così, invece, Kety ha presentato Resistance, altro brano di punta dell’album: «Resistance è sapere che dalla lotta e dall’imperfezione può ancora nascere la bellezza. È il coraggio silenzioso di chi continua a combattere, anche quando tutto sembra remare contro. Resistere significa non piegarsi, rimanere fedeli a sé stessi, fiorire dove nessuno immaginava potesse crescere la vita. Perché, come ricordava Fabrizio De André, dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori. È questa la vera “resistenza”: trasformare il rifiuto in forza, gli scarti in vita, il silenzio in canto».

Utilizzare l’arpa in contesti non abituali (come potrebbero essere quelli classici o di ispirazione folk e celtica), come avviene in questo album, che è sostanzialmente un prodotto di natura ambient, è un’operazione apprezzabile soprattutto quando non si ricerca il facile consenso. A questo proposito, a giudizio di chi scrive, se l’intento di brani come Für Therese è reinterpretare una melodia immortale, attualizzandola e proponendola anche a un pubblico poco avvezzo ad ascolti classici, non se ne intravede la necessità. Decisamente più interessanti episodi come naima, Ninna nanna e Karma, caratterizzati da una ispirazione più personale e da una presenza meno massiva dell’elettronica, che offrono possibilità espressive di gusto contemporaneo ad uno strumento di grande fascino. Altri brani risultano immediatamente “digeribili” e dunque, a nostro avviso, un po’ troppo ammiccanti a un’ampia distribuzione. In ogni caso, Fusco ha intrapreso da tempo un percorso costellato da grandi successi: le auguriamo, dunque, di riuscire a trovare una sintesi tra la sua vocazione all’introspezione e alla sperimentazione e l’impronta mainstream che a tratti sembra emergere in questo lavoro.

Dal vivo, Kety Fusco interpreterà Bohème con uno spettacolo visionario, interamente concepito con il supporto dell’intelligenza artificiale, per un’esperienza multisensoriale in cui suono, immagine e tecnologia si fondono. Il primo atto dello show si apre con un’immersione acquatica dove l’arpa appare inizialmente come un relitto sommerso, fino a vibrare tra coralli e glitch elettronici. L’intermezzo è un momento sospeso tra uomo e macchina e introduce alla seconda parte del viaggio che trasporta lo spettatore in un universo desertico e cosmico, tra tempeste di sabbia e città abbandonate. L’arpa diventa il simbolo di una possibile armonia tra umano e artificiale. Il finale è un ritorno alla quiete, una ninna nanna elettronica che dissolve la tensione.

foto di Sebastiano Piattini

Tracklist:

1. Hi, This is Harp
2. BLOW
3. naima
4. SHE (feat. Iggy Pop)
5. Karma
6. Resistance
7. Nocturne
8. Ninna Nanna (feat. Mà)
9. Für Therese

Credits

Musica composta da Kety Fusco, ad eccezione della traccia Ninna Nanna composta da Kety Fusco & Chiara Dubey
Kety Fusco: arpa classica, arpa elettrica, live electronics, contrabbasso, voci
Nicolas Rabaeus: sitar, tampura, tabla, viola da gamba
Iggy Pop: voce in She
Mamma: voce in Ninna Nanna
Produzione: Kety Fusco & Nicolas Rabaeus, ad eccezione della traccia Hi, This is Harp prodotta da Kety Fusco & Dario Lanzellotti
Registrazioni: Kety Fusco & Nicolas Rabaeus
Mix: Raffaele Stefani presso RMS Studio, Padova, Italia
Mastering: Andrea De Bernardi presso Eleven Mastering, Busto Arsizio, Italia

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