Una raccolta dei miei articoli pubblicati quest’anno sul sito “Art Over Covers”

http://www.artovercovers.com

Da qualche tempo la mia attività su questo blog si è rallentata, per diversi motivi, ma fortunatamente la mia collaborazione con Art Over Covers, il sito web diretto da Sara “Shifter” Pellucchi con in quale ho avuto il piacere e l’onore di iniziare a collaborare nel maggio di quest’anno, prosegue positivamente.

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Per questo motivo ho pensato di inserire qui gli estratti di tutti gli articoli da me scritti per il sito nel 2019. La maggior parte di essi sono dedicati ai Beatles, ma c’è spazio anche per i Doors e il significato del loro moniker, ed anche per il collezionismo, con un’intervista ad Antonio Cossu, che possiede un’invidiabile raccolta di vinili, giradischi e memorabilia, e all’amico Oliver “Pepper” Mottini. Gli articoli completi sono visionabili ai rispettivi link.
Più avanti uscirà anche qualcosa di nuovo su queste pagine.
Intanto buona lettura e… stay tuned!

MAGGIO 2019

McCartney vs. Lennon: un confronto tra “Ram” e “Imagine”

Ram - front

‘Sul celeberrimo brano di John Lennon e sull’album omonimo, nonché sul film diretto da lui insieme a Yoko Ono e recentemente riproposto sul grande schermo e in DVD in edizione restaurata, si è scritto veramente di tutto. Ultima autorevole pubblicazione, imperdibile  per la biblioteca di ogni beatlesiano ma anche di chiunque sia appassionato del connubio tra musica e arte, è il volume anch’esso intitolato Imagine, curato da Yoko Ono e pubblicato nell’ottobre 2018. Il libro fornisce informazioni preziose sull’artwork dell’album. La premessa è che Ono, affermata artista di avanguardia, fornì elementi di ispirazione fondamentali per la genesi del lavoro, primo fra tutti il titolo, che si rifà ad alcune “istruzioni per la vita”  contenute nel suo volumetto “Grapefruit”, da lei pubblicato qualche anno prima’.

GIUGNO 2019

Vinili e nostalgia: un tuffo nei favolosi anni Sessanta con Antonio Cossu

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È innegabile che i dischi in vinile siano tornati in voga e, tra fiere del disco e negozi specializzati, è ora più che mai possibile dare sfogo alle proprie passioni a 33 giri. Ma c’è anche chi ha fatto del vinile una ragione di vita ed è una fortuna poter incontrare collezionisti che hanno particolari storie da raccontare. Antonio Cossu, classe 1949, di Quartu Sant’Elena (Cagliari), è una di queste persone e abbiamo avuto recentemente il piacere e l’onore di poterlo intervistare.

Ciao Antonio, benvenuto su Art Over Covers; quando e perché hai iniziato a collezionare dischi?
Ho iniziato la mia collezione di dischi all’inizio degli anni ’60 , quando praticamente vivevo di pane e musica. Da tredicenne mi piaceva girare i bar del mio quartiere e dei paesi limitrofi spendendo tutti i miei risparmi nei juke box per ascoltare gli ultimi successi. Erano tempi in cui il rock ‘n roll di Elvis Presley, Billy Haley e Chuck Berry, dalla lontana America, andava alla grande. Ma anche in Europa non si scherzava, con i Beatles, i Rolling Stones, gli Shadows e tanti altri. E l’Italia non stava certo a guardare: Celentano, Gaber, Peppino di Capri – e la lista sarebbe lunga – ci facevano sognare. Il motivo per il quale iniziai a collezionare dischi è semplice: volevo avere sempre con me una grande scelta di canzoni per poter ascoltare la mia musica preferita, non solo dai juke box o dalla radio, ma ogni qualvolta lo desideravo, anche a notte inoltrata…

Il “Mad Day Out”, il memorabile photoset dei Fab Four. Are you ready?

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‘Il 28 luglio 1968 è passato alla storia per essere la data un cui ha avuto luogo la più famosa photo session della storia del rock: il Mad Day Out. I Beatles vennero ritratti dal fotografo Don McCullin per le strade di Londra e in vari luoghi della capitale britannica, tra i quali l’abitazione dello stesso McCartney, in pose e atteggiamenti inusuali, spontanei, giocosi, stravaganti: in una parola, memorabili. Altrettanto memorabili sono gli outfits indossati dai quattro, dal suit rosa confetto di Paul alla giacca blu con la camicia a volants gialla di Ringo. Le pose, gli sguardi, le location hanno reso ciascuna foto un’autentica icona nell’immaginario rock di tutti i tempi’.

LUGLIO 2019

Scene da un matrimonio: “The Wedding Album”, terzo lavoro di John & Yoko

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Lennon e Ono concepirono The Wedding Album come una sorta di souvenir del loro matrimonio – che ebbe luogo a Giibilterra il 20 marzo 1969 – da regalare ai fans che non avevano avuto l’opportunità di parteciparvi. Il disco si presentava in una confezione contenente, oltre al disco, anche un poster con immagini della cerimonia, la fotografia di una fetta della torta nuziale, la copia del certificato di matrimonio, un fumetto di John, una cartolina e la rassegna stampa dell’evento. L’artwork venne curato dal designer John Kosh. Il colore predominante è ovviamente il bianco, e la front cover ritrae i due poco dopo la cerimonia, vestiti rigorosamente di bianco con outfits che sono entrati nella storia del costume. Il bianco e nero predomina in tutte le immagini’.

AGOSTO 2019

Largo ai giovani! La passione a 33 giri di Oliver Mottini

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‘Che musica ascoltano i ventenni di oggi? Quali sono le loro grandi passioni ? È possibile che un ragazzo nato negli anni Novanta possa avviare una collezione di vinili di un certo rilievo? Certamente non possiamo rispondere a queste domande in modo rappresentativo per l’intero universo giovanile. Possiamo però scoprire, con molto piacere, che ci sono ragazzi appassionati di musica a 360 gradi. Abbiamo incontrato Oliver, di Giubiasco (Svizzera), classe 1996, che ci ha raccontato della sua collezione di dischi, della sua frequentazione delle fiere del disco e dei suoi incontri con diversi artisti’.

SETTEMBRE 2019

“Revolver”: il capolavoro dei Beatles tra musica e psichedelia secondo Klaus Voorman

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‘Il progetto della cover fu opera di Klaus Voormann (http://www.voormann.com/), artista tedesco amico dei Beatles fin dai giorni in cui la band suonava al Kaiserkeller di Amburgo e lui era un giovane studente di scuola d’arte. Insieme alla fotografa Astrid Kircherr – che diventò la compagna di Stuart Sutcliffe, primo bassista del gruppo, Klaus esercitò una profonda influenza stilistica sul look della band. Dall’incontro con Astrid e Klaus nacque infatti il nuovo hairstyle della prima formazione dei Beatles: tutti, infatti, ad eccezione di Pete Best, abbandonarono la capigliatura da teddy boy, iniziando a pettinarsi con la frangetta. Klaus Voorman rimase in contatto con loro anche negli anni successivi, suonando nella Plastic Ono Band di John e Yoko e collaborando ad alcune incisioni dei Beatles solisti in qualità di bassista. L’artista, che è spesso ospite di manifestazioni musicali ed artistiche in Italia, ha pubblicato nel 2016 un volume dedicato al cinquantennale di “Revolver”.

OTTOBRE 2019

“The Beatles Illustrated Lyrics”: le canzoni dei Fab Four secondo Alan Aldridge

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‘Molte canzoni dei Beatles nascono da suggestioni visuali o oniriche. Basti pensare a “Being for the Benefit of. Mr Kite!”, in cui John Lennon si lasciò ispirare da un manifesto di un circo di epoca vittoriana comprato in un negozio di antiquariato e cercò di riprodurre nelle liriche e nella musica del brano la magia, ma anche la concretezza, del mondo circense.  O “A Lucy in The Sky with Diamonds”, che lo stesso Lennon dichiarò ispirata da un fantasioso disegno realizzato dal figlioletto Julian dedicato ad una compagna di scuola.

Se però questi brani, tratti dall’epocale album “Sgt. Pepper”, appartengono ad un periodo esplicitamente psichedelico ed immaginifico, non è così per altre composizioni precedenti, basate su tematiche più tradizionali come, ovviamente, l’amore in tutte le sue sfaccettature. Eppure anche i brani degli esordi hanno ricevuto, a posteriori, un corredo di immagini visionarie e avanguardistiche che ancora oggi, a cinquant’anni di distanza, conservano intatto il loro fascino. Stiamo parlando delle opere contenute nel volume “The Beatles Illustrated Lyrics” di Alan Aldridge, pubblicato per la prima volta nel 1969 in due volumi e poi ristampato in numerose edizioni, tra cui quella italiana intitolata “Il libro delle canzoni dei Beatles” edita da Mondadori‘.

NOVEMBRE 2019

The Beatles: macellai o carne da macello? Tutti i segreti della “Butcher Cover”

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‘Una protesta contro la guerra del Vietnam? Un riferimento alla mercificazione e alla distruzione dell’identità dei Beatles, come fossero “carne da macello”, da parte dei discografici americani? Un semplice scherzo goliardico? Della copertina di “Yesterday and Today”, nota come “Butcher Cover”, sono state date differenti interpretazioni. Resta il fatto che questa compilation, realizzata nel 1966 dalla Capitol Records appositamente per il mercato statunitense, resta uno degli album più desiderati dai collezionisti – beatlesiani e non – di tutti i tempi proprio per la sua insolita copertina e per la complessa vicenda ad essa legata’.

DICEMBRE 2019

The Doors

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‘Per comprendere l’origine del nome del gruppo dobbiamo tornare indietro al Pre-romanticismo letterario inglese e accostarci ad un autore che precorse i tempi a un punto tale da essere incompreso e sottovalutato all’epoca, mentre oggi viene reputato uno dei più grandi artisti britannici  in assoluto: William Blake. In “The Marriage of Heaven and Hell”  (1790) il visionario poeta – celebre ai suoi tempi come illustratore  ed incisore – scrisse: «If the doors of perceptions were cleansed, everything would appear as it is, infinite». Questa enigmatica frase, ricca di suggestioni, venne in seguito ripresa da Aldous Huxley, romanziere e saggista britannico, per il titolo del suo libro “The Doors of Perception”.’