Day tripper in Città Alta alla scoperta di Springsteen

She was a day tripper – Sunday driver, yeah. Parole che mi vengono in mente quando – era da un po’ che non accadeva, in verità – decido di avventurarmi in territori inesplorati, e il territorio, in questo caso, non è tanto Bergamo, città relativamente vicina, ma l’immensa produzione musicale di Bruce Springsteen, che non ho mai approfondito come meriterebbe.

Ma dove il rock chiama, io accorro e così, ieri pomeriggio, ho assistito alla seconda edizione di Bergamo racconta Springsteen, manifestazione organizzata nella splendida cornice del parco Sant’Agostino. Una domenica dal clima autunnale non ha scoraggiato la partecipazione dei numerosi fans di Bruce, tra i quali mi sono mischiata in veste di curiosa, più che di autentica appassionata.

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Ma allargare i propri orizzonti culturali e musicali è sempre doveroso. Così, per prima cosa, ho ascoltato gli interventi di Eleonora Bagarotti e di Mauro Zambellini sulla parabola artistica del musicista di Freehold, accompagnati dalla visione di alcune delle sue esibizioni live più significative.

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La presenza di Eleonora, lo ammetto, è la calamita che mi ha attirato a questo evento. Seguo la scrittrice piacentina da tempo sul suo blog e nella sua attività giornalistica e avevo avuto modo di incontrarla a Milano, un paio d’anni fa, in occasione della presentazione di un suo libro sui Beatles. Ma, soprattutto, per me la “Bag” è l’autrice di un’opera che considero fonte di grande ispirazione e riflessione: Magic Bus- Diario di una rock girl. Un racconto che mi ha lasciato senza fiato oltre che, lo confesso, con una punta di invidia per le innumerevoli esperienze da lei vissute nell’ambiente musicale internazionale.

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Momento clou della giornata è stato poi l’intervento, articolato e approfondito, di Carlo Massarini sull’album Darkness on the Edge of Town in occasione del quarantennale della sua pubblicazione.

Massarini ha illustrato la genesi del disco, decisamente complessa: Bruce, infatti, scrisse una sessantina di canzoni, dalle quali vennero poi selezionati i dieci brani che compongono il suo quarto album, successivo a Born to Run.

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I personaggi tratteggiati da Springsteen in questo lavoro sono disperati e disincantati e cercano una promised land, rendendo l’album cupo ma, allo stesso tempo, uno dei più amati dai fans dell’artista americano.

Il racconto di Massarini, preceduto da un breve intervento di Massimo Priviero, è stato inframmezzato da alcuni pezzi interpretati da AmbraMarie, tra i quali Because the Night di Patti Smith.

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Al tramonto, anche se la manifestazione prosegue, decido di regalarmi una breve passeggiata in Città Alta per assaporarne, anche se brevemente, l’affascinante atmosfera. E poi il rientro a casa, al buio – l’estate è proprio finita e domani ricomincia la scuola – con Prove it all night che mi risuona nella mente. Anche se più adatto all’occasione sembrerebbe un altro pezzo: I was trying to find my way home… this is Radio Nowhere, is there anybody alive out there?