I Beatles e il Natale tra dischi, pantomime e photo sessions

Il Natale è anche un business? Ovviamente sì. I Beatles, che oltre a essere il gruppo più influente della storia del rock sono stati anche maestri di comunicazione e di stile, ne erano ben consapevoli al punto di prestare, negli anni, la loro musica e la loro immagine a operazioni che potremmo definire di vero e proprio marketing natalizio.

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Sicuramente l’aspetto più significativo da questo punto di vista fu la realizzazione dei Beatles Christmas Records. Tra il 1963 e il 1969 i Fab Four sfornarono infatti un singolo all’anno in occasione della Natività. Tali dischi non erano destinati alla vendita, ma erano un privilegio esclusivo degli iscritti al fan club della band, che li ricevevano, insieme agli auguri, come “gratifica” natalizia. Pubblicati su flexi disc, furono un’iniziativa di Tony Barrow, capo dell’ufficio stampa dei Beatles. Le registrazioni includevano, oltre a una o più canzoni, i messaggi di auguri di John, Paul, George e Ringo ai loro fedeli ammiratori. Tutti i dischi furono realizzati dalla Lyntone Recordings.

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Il disco del 1963, stampato in 30000 esemplari, fu un esperimento, ma il suo successo fu tale che, in piena Beatlemania, Barrow decise di ripetere l’operazione anche l’anno seguente. Another Beatles Christmas Record fu stampato in 65000 esemplari per i fans britannici, mentre gli ammiratori statunitensi ricevettero una riedizione di quello dell’anno precedente. Nel 1965 quella del disco di Natale era ormai diventata una tradizione e i Quattro si chiusero in studio per registrare melodie improvvisate, storielle nonsense di John e parole in libertà, che poi vennero tagliate e assemblate per ottenere una traccia di sei minuti (ma sono state reperite numerose outtakes in cui la band si cimenta con diversi brani classici natalizi).

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Il 1966 rappresentò invece un’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti: anziché improvvisare dialoghi e battute a tema, i Beatles decisero infatti di attenersi a una vera e propria sceneggiatura. Il titolo del brano era infatti Pantomime. Everywhere It’s Christmas: per “pantomima” si intendeva non una narrazione scenica senza parole, ma la tradizionale rappresentazione natalizia britannica per bambini, con personaggi che interpretano filastrocche e scenette.

Così i quattro si ritrovarono in uno studio di registrazione per recitare un testo ispirato al british sense of humour del “Goon Show”, trasmissione radiofonica della BBC ideata da Spike Milligan, trasmessa negli anni ’50 e molto amata da John, che ne apprezzava l’umorismo surreale e il nonsense. La performance includeva due canzoni, Everywhere it’s Christmas e Please Don’t Bring Your Banjo Back, oltre a una serie di divertenti sketches. Da segnalare il fatto che le note di copertina non furono scritte da Barrow, come era avvenuto in precedenza, ma dall’infaticabile “segretaria dei Beatles”, Freda Kelly.

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Il disco del 1967 fu una produzione in grande stile e si può forse considerare il migliore della serie. Il testo da recitare parodiava gli spettacoli umoristici della BBC, mentre la canzone Christmas Time Is Here Again, attribuita a Lennon/McCartney/Harrison/Starkey, fu scritta appositamente dalla band. Alla registrazione partecipò anche Victor Spinetti, l’attore italo-gallese che aveva partecipato ai tre film dei Beatles e che aveva con loro un rapporto di grande amicizia e stima. Il disco risultava prodotto dalla neonata Apple Records e la copertina fu ideata da John e da suo figlio Julian, che si ispirarono a quella di Sgt. Pepper. Il Christmas Record del 1967 è l’ultimo realizzato dai Beatles insieme; i due seguenti saranno dei montaggi di contributi individuali realizzati singolarmente. Ciò avvenne, infatti, nel 1968 e nel 1969, anni in cui i membri della band mostravano una scarsa propensione alla collaborazione reciproca.

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Nel 1968 fece la sua comparsa nel gadget natalizio anche Yoko Ono: tra le varie storielle registrate, infatti, è presente quella di Jock e Yono, una coppia che deve lottare contro ogni sorta di avversita’ (prefigurando The Ballad of Yohn and Yoko). John e Yoko furono poi ancora protagonisti nel disco successivo, che conteneva ovviamente anche i contributi, più brevi, degli altri tre.
Dopo lo scioglimento della band nel 1970, il fan club ritenne comunque doveroso fare un omaggio agli iscritti che avevano pagato la quota associativa anche quell’anno. I soci britannici e americani ricevettero pertanto un 33 giri, The Beatles Christmas Album, che includeva tutte le registrazioni degli anni precedenti. Le copertine erano diverse per le versioni UK e USA. Per la gioia dei fans contemporanei, che non hanno avuto il privilegio di possedere i dischi originali, nel 2017 è stato pubblicato un cofanetto contenente le riproduzioni di questi ultimi con lo stesso formato e le medesime copertine. Si tratta però di vinili colorati e non di flexi disc.

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Il Beatle-business natalizio si articolava però anche su altri versanti. I quattro furono infatti anche protagonisti di uno spettacolo di varietà ideato da Brian Epstein. The BeatlesChristmas Show andò in scena tra il dicembre 1963 e il gennaio 1964 all’Astoria Cinema di Finsbury Park a Londra, per un totale di ben 30 repliche. I 100000 biglietti erano già esauriti il 16 novembre. Lo show vedeva alternarsi sul palco musicisti come Billy J Kramer and the Dakotas, The Fourmost e Cilla Black. I Beatles erano gli ultimi ad esibirsi, con un set di 25 minuti che comprendeva i successi del momento, come All My Loving e She Loves You.

Tra un cantante e l’altro, però, i quattro si esibivano in siparietti comici che, pur caratterizzati dalla loro inesperienza sul palcoscenico, venivano accolti con isterico entusiasmo dal pubblico femminile.

La produzione del Christmas Show venne ripetuta l’anno successivo e i Beatles ancora una volta interpretarono, oltre alle loro canzoni, scenette comiche con bizzarri travestimenti. Non accettarono, tuttavia, di prendere parte ad un ulteriore show nel 1965. La loro carriera di intrattenitori comici per famiglie era conclusa.

Era inevitabile che John, Paul, George e Ringo si sottoponessero poi, negli anni, a innumerevoli photo sessions a tema, i cui scatti sono reperibili sul web in centinaia di esemplari, risalenti per lo più al periodo della Beatlemania.

Tra i sottoprodotti della Beatlemania stessa merita infine una citazione All I Want for Christmas Is a Beatle, un brano inciso da Dora Bryan nel 1963, significativo esempio dell’impatto che la band aveva all’epoca sull’immaginario collettivo, ma anche sul mercato.

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I Beatles solisti non restarono certo indifferenti al fascino della festa più amata dell’anno, ma le loro relative produzioni saranno oggetto di un altro articolo. Per chi intanto volesse approfondire l’argomento, consiglio la lettura del libro Il Natale dei Beatles, di Renzo Stefanel e Franco Zanetti, pubblicato nel 2016 da Giunti Editore.

Merry Crimble and a Very New Year!

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