Seconda parte del report della maratona musicale svoltasi a Ternate

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La giornata di sabato 23 luglio al Buscadero Day è stata molto lunga e articolata. Mentre sul palco Feel Rouge si sono avvicendati numerosi musicisti – introdotti da Guido Giazzi, direttore della rivista  – dei quali ho avuto modo di parlare nella prima parte del report, in contemporanea, in un altro punto del parco Berrini di Ternate, si svolgevano altri eventi, presentati da Alessio Brunialti con il patrocinio di ADMR Radio, emittente bresciana (di Chiari) che ha trasmesso la manifestazione in diretta. Sul palco interno sono saliti diversi artisti, quali SirJoe Polito, Leonardo Buonaterra, il duo degli Open Road (che avevo avuto occasione di apprezzare all’ultima edizione del Townes Van Zandt Festival), Marco “Python” Fecchio e Michele “Miko” Cantù. Spazio anche alla letteratura, con la presentazione dei libri di Michele Di Mauro e Sabrina Sigon, che hanno dialogato con Irene Sparacello, collaboratrice del Buscadero.

Irene Sparacello, Sabrina Sigon e Michele di Mauro

Di Michele Di Mauro, scrittore italoamericano e docente di latino a Baltimora, e del suo “Insegnare alle ombre- DAD The Beautiful” ho già parlato in una mia recente intervista, alla quale rimando chi volesse approfondire l’argomento; vorrei ricordare, inoltre, che Michele, con la data di ieri, ha concluso il suo giro di presentazioni del suo volume in Lombardia, anche se resterà in Italia ancora per qualche giorno. Ho assistito, lo scorso 19 luglio, ad una di queste serate, presso la splendida Villa Casana di Novedrate, in cui le considerazioni sullo stile di vita e sulla cultura americana e le vicende di Mr. D., l’insegnante protagonista del romanzo che si ritrova catapultato nella pandemia e nella didattica a distanza, si erano alternate all’accompagnamento musicale dei Borderlobo di Andrea Parodi, con Eileen Rose e “The Legendary” Rich Gilbert come special guests.

Eileen Rose e Rich Gilbert a Novedrate

Sabrina Sigon, scrittrice e operatrice culturale comasca di adozione, è al suo terzo romanzo.  La terza storia racconta di sei personaggi e del loro viaggio attraverso le Alpi, che diviene anche un viaggio interiore, tra passato e futuro, che consentirà loro di conoscere meglio se stessi. La trama vede l’intreccio di due storie, che si svolgono a due anni di distanza, mentre la terza viaggia insieme ai protagonisti e attende di essere esplorata.

Renato Franchi & His Band

Tornando al Feel Rouge Stage, tra un set al femminile e l’altro (per la precisione, tra Roberta Finocchiaro e Arizona Parker) è salito sul palco Renato Franchi con la sua band. Franchi ha partecipato a diverse edizioni del festival e ha sempre ricevuto lusinghiere recensioni dei suoi lavori sulla stessa rivista Buscadero, in particolare anche per l’ultimo album uscito qualche mese fa, Mi perdo e m’innamoro. Così il suo set comprendeva proprio la title-track di questo disco ed il primo singolo da esso tratto, Una radio suona, canzone che racconta di pensieri notturni rievocando la Promised Land di Springsteen. Tra gli altri brani, la dolcissima Petali d’amore, impreziosita dai ricami sonori del violino di Dan Shim Sara Galasso, e C’è Silenzio, brano che dimostra la capacità del cantautore legnanese di unire, nelle sue composizioni, tonalità intimiste ed attenzione per le problematiche sociali. Due canzoni che non possono mai mancare nei live di Renato sono poi Incanto, trascinante brano che si contraddistingue per gli assoli strumentali della virtuosa Sara, e Angeli nel vento, dedicata a tutte le persone scomparse troppo presto. Ultimo brano, infine, Serenata delle distanze, romantica ballad che parla di assenze, lontananze e del desiderio di colmarle, tratta dal penultimo album di Franchi, Penne e Calamai. Sul palco anche Roberto Nassini alla fisarmonica, Viky Ferrara alla batteria e il percussionista Gianfranco D’Adda, che ha collaborato per molti anni con Franco Battiato e che recentemente è stato coinvolto in svariate iniziative in ricordo dell’artista siciliano (per chi fosse interessato, alcuni articoli del blog sono dedicati all’argomento).

Concluse le performances sul Feel Rouge Stage e sull’ADMR Radio Stage, alle 18, 30 è iniziato il concerto sul palco principale. Ad inaugurare lo spazio, il duo composto dalla cantautrice di Boston Eileen Rose e da suo marito, il “mago” delle sei corde Rich “The Legendary” Gilbert. La coppia è in Italia già da un paio di settimane per un tour che ha toccato (e toccherà) suggestivi angoli del nostro Paese, dalla Brianza alle Dolomiti, dalla riviera ligure alla costa tirrenica. Dopo di loro, Massimo Priviero, uno dei pochi musicisti italiani che negli ultimi anni si è aggiudicato la copertina del Buscadero, ha presentato alcuni pezzi dal suo ultimo album, Essenziale, più una manciata di altri brani, in versione acustica insieme a Riccardo Maccabruni e Alex Cambise. Imbattuto, tratta proprio dal quindicesimo lavoro del rocker veneto, è una canzone ispirata che recita “sappi che sei il capitano dell’anima tua” citando la poesia Invictus di W. E. Henley, che fu di conforto a Nelson Mandela nella sua prigionia. E poi Un solo popolo, brano che, per stessa ammissione del cantautore, si rifà idealmente all’evangelico “Discorso della montagna”, auspicando giustizia ed equità per tutti. Davvero splendida Tutte le volte, canzone d’amore dal gusto vintage che riesce a descrivere la profondità di un sentimento autentico. Libera terra narra invece del senso di appartenenza, di attaccamento che ogni individuo ha per le proprie origini, ma anche della volontà di accoglienza e di apertura verso l’altro. Altro brano di grande intensità emotiva è Bataclan, che rievoca la tragedia parigina senza descriverla, attraverso le immaginarie parole di Valeria, giovane volontaria veneziana di Emergency, che racconta in una lettera alla madre la sua nuova vita nella capitale francese prima di cadere tra le vittime dell’attentato. Nessuna resa mai è poi uno dei classici del repertorio di Priviero, artista che per scelta, nella sua carriera, è rimasto nella propria “riserva indiana” continuando il proprio percorso con grande coerenza. Il set si è concluso con un altro brano fondamentale, Abbi cura, che invita all’attenzione e all’affetto verso ciò che di più caro si ha.

Alex Cambise, Massimo Priviero, Riccardo Maccabruni

Sono poi tornati sul palco, dopo il set mattutino, Brian Mitchell con James Maddock e Max Malavasi. Questa volta era il tastierista e fisarmonicista newyorchese al centro dell’attenzione, con il suo variegato repertorio dalle influenze rhythm & blues, latine, jazz e blues. Mitchell vanta collaborazioni con personaggi di primissimo piano quali Bob Dylan, Elvis Costello, Dolly Parton, Zucchero e innumerevoli altri artisti. Il suo concerto è stato davvero un susseguirsi di fuochi d’artificio, da brani che dimostravano il suo virtuosismo pianistico come This Party is Over ed il sensuale Tango, entrambi tratti dall’ultimo album Songs From The Lower East Side, al country di Got Me A Woman con la fisarmonica. Il set ha incluso anche due pezzi dello stesso Dylan: A Simple Twist Of Fate, che Mitchell aveva inciso con la band di Levon Helm, e Return To Me, un originale di Dean Martin che il songwriter di Duluth aveva interpretato per la colonna sonora della serie The Sopranos con l’accompagnamento del fisarmonicista.

James Maddock, Max Malavasi, Brian Mitchell

Spazio anche a Maddock per un paio di brani, tra cui la bellissima Keep Your Dream. Brian non ha mancato di rendere omaggio anche a Dr. John, leggendario musicista di New Orleans scomparso tre anni fa, idealmente preparando il terreno per l’esibizione di un altro figlio della Crescent City, Anders Osborne. Di origini svedesi, classe 1966, Osborne ha inciso oltre quindici album, tra i quali i celebrati ultimi due, Buddha And The Blues (2019) e Orpheus and the Mermaids (2021). Nella sua trentennale carriera, oltre a ricevere molti prestigiosi riconoscimenti, è stato apprezzato per le sue doti di chitarrista ma soprattutto per la sua capacità di scrivere liriche che riflettono drammi esistenziali descritti con grande sensibilità, il che che lo rende un autentico poeta dei tempi moderni. Nel suo set, accompagnato da Roberto Luti, ha elargito al numerosissimo pubblico di Ternate delle autentiche perle come Echoes of my Sins (da American Patchwork, 2010), Peace, Lafayette, Comin’ Down, Katrina. E poi Junco Partner, un blues tradizionale di fine Ottocento di cui esistono svariate versioni, da quella dei Clash a quella dello stesso Dr. John.

Roberto Luti e Andres Osborne

Molto atteso il concerto finale, quello di Davide Van De Sfroos, reduce dal successo dell’ultimo album Maader Folk e attualmente in tour. Con lui sono saliti sul palco, per la jam conclusiva, numerosi musicisti, tra i quali Eileen Rose, Rich Gilbert, Roberta Finocchiaro e James Maddock: quest’ultimo ha duettato con Bernasconi in una coinvolgente versione di Young Fashioned Ways che alternava l’inglese al dialetto “laghée” e che è stata ribattezzata per l’occasione Buscadero Blues, divenendo all’istante l’inno della manifestazione.

Grandi emozioni, dunque, in riva al lago di Comabbio, all’insegna della grande musica, per un evento tra i più memorabili di questa torrida estate 2022.