Debutta il 3 ottobre a Roma lo spettacolo liberamente tratto dall’opera di Dylan Thomas

“Non siamo del tutto cattivi o buoni, noi che viviamo nel Bosco di latte
E tu, Signore, vedrai per primo il lato buono di quello cattivo”
(Dylan Thomas, “Preghiera serale del Rev. Jenkins”)

Dopo l’anteprima al Salone Internazionale del Libro di Torino e la successiva messa in onda su Rai Radio3 del radiodramma Sotto il bosco di latte (attualmente disponibile su Raiplaysound), Vinicio Capossela sviluppa ulteriormente il lavoro nato attorno al poema per voci Under Milk Wood del poeta gallese Dylan Thomas e porta in scena E Morte non avrà dominio, la sua prima “Ballad Opera”.
Dedicata alla memoria dell’amico e dj radiofonico scomparso prematuramente Renato Striglia, che per anni aveva lavorato a una versione italiana di Under Milk Wood senza portarla a termine, E Morte non avrà dominio è un’opera per voci che celebra la vita, l’innocenza, la pluralità, l’infanzia del mondo a Llareggub, il villaggio in riva al mare inventato da Thomas.

Dylan Thomas – ritratto esposto al Dylan Thomas Museum di Swansea – ph. Jim Forest da flickr.com

Lo spettacolo, una produzione IMARTS, Fondazione Teatro Due Parma e La Cùpa, debutterà al Romaeuropa Festival il 3 e 4 ottobre al Teatro Olimpico di Roma. La tournée proseguirà poi nei teatri di tutta Italia; tra le varie tappe, segnaliamo quella al Teatro Sociale di Como il 18 novembre, alle ore 20.30.
Al centro della scena Pierpaolo Capovilla, invitato da Capossela a condividere un racconto che parla di amicizia, di comunità e di quell’”epica del fallimento” che attraversa la vita di molti dei personaggi evocati nello spettacolo. Solo con un gatto, adagiato in una vasca come in un’arca di Noè, il personaggio – incarnazione allo stesso tempo di Renato, di Dylan Thomas e di Capitan Gatto, il marinaio cieco protagonista centrale della storia creata dalla penna del poeta gallese – viene visitato dalle presenze della propria comunità.
I caratteri, le voci, le ossessioni dei personaggi che compongono lo strambo villaggio di Llareggub affollano la sua solitudine: Capovilla attraversa lo spettacolo come guida, naufrago e custode di memorie, costruendo con Capossela un dialogo continuo tra racconto e canzone e trasformando il teatro in uno spazio abitato da presenze, richiami lontani e visioni che affiorano dall’oscurità.

ph. Simone Falso (immagine fornita da Ufficio Stampa GDG Press)

“Questa storia, il radiodramma, le canzoni, la Ballad Opera che qui presentiamo, tutto nasce da una morte. Da un seme raccolto che deve andare oltre quella morte per generare” – racconta Capossela. “È una storia di amicizia, un’amicizia maschile, genere un po’ fuori moda, recentemente portato con poetica efficacia sullo schermo da Francesco Sossai in Le città di pianura. Abbiamo invitato Pierpaolo Capovilla a prendere posto in quella vasca proprio per celebrare il valore di questo tipo di amicizia e con essa una serie di cose in disuso: il rock’n’roll, l’epica del fallimento, l’amore per i cattivi maestri, l’ammutinamento, il sabotaggio, la ribellione, la fragorosa solitudine, la felinità, l’anarchismo. Attorno a quella vasca si affollano i fantasmi di una vita in forma di canzoni”.

Accanto ai due protagonisti, musicisti, cantanti d’opera, interpreti e voci registrate danno vita a una comunità in continua metamorfosi. Le loro presenze si rincorrono come segnali radio, mentre le quindici canzoni originali composte per l’opera da Capossela, che il pubblico avrà l’occasione di ascoltare per la prima volta e che andranno a comporre successivamente il suo nuovo lavoro discografico, si intrecciano alla narrazione in una partitura teatrale e musicale che fa della forza della comunità la sua matrice espressiva.

ph. Studio Arcipelago – Francesca Leoncini (immagine fornita da Ufficio Stampa GDG Press)

“Questo è un lavoro sull’innocenza, sull’Eden perduto, sulla comunità. Thomas aveva immaginato di chiamare il lavoro “the town that was mad…”, un villaggio dichiarato collettivamente pazzo perché ognuno è semplicemente come è. La società dell’ordine, della legge, del potere li recinta per non diffondere il contagio di questa forma di insanità. In quella stanza attorno alla vasca, vive questa umanità. Fuori è il mondo che conosciamo”.
In un tempo attraversato da guerre, paure e nuove solitudini, il nuovo spettacolo di Vinicio Capossela sceglie di schierarsi dalla parte della pluralità, della fragilità e della vita. Perché, come scriveva Dylan Thomas, la morte non avrà dominio.

CREDITI

Regia, messa in scena, scenofonia e luci: collettivo La Cùpa
Testi e musiche: Vinicio Capossela
Con: Vinicio Capossela, Pierpaolo Capovilla e interpreti vari
Produzione: IMARTS, Fondazione Teatro Due, La Cùpa

Le date di E morte non avrà dominio:

  • Prima nazionale Romaeuropa Festival – 3 e 4 ottobre 2026 – Roma, Teatro Olimpico, 3 ottobre ore 21.00, 4 ottobre ore 17.00
  • 9 e 10 ottobre 2026 PARMA Teatro Due
  • 13 e 14 ottobre 2026 ANCONA Teatro delle Muse
  • 21 ottobre 2026 NAPOLI Teatro Augusteo
  • 24 ottobre 2026 CATANZARO Teatro Politeama Mario Foglietti
  • 28 e 29 ottobre 2026 CAGLIARI Teatro Massimo
  • 1 e 2 novembre 2026 MILANO Teatro Lirico Giorgio Gaber
  • 4 e 5 novembre 2026 GENOVA Politeama Genovese
    18 novembre 2026 COMO Teatro Sociale
  • 22 e 23 novembre 2026 TORINO Teatro Colosseo
  • 2 dicembre 2026 BOLOGNA Teatro Duse
  • 5 dicembre 2026 ASSISI Teatro Lyrick
  • 6 dicembre 2026 RIMINI Teatro Galli
  • 19 dicembre 2026 LIVORNO Teatro Goldoni
  • 21 dicembre FIRENZE Teatro Verdi

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