Il musicista molisano annuncia un nuovo album, ispirato alla leggenda dell’”enrosadira” e ad un nuovo progetto abitativo in Alto Adige

Goldgasse, in italiano Via dell’Oro, è un vicolo situato a San Michele – Appiano sulla Strada del Vino, in Alto Adige. Ma “Goldgasse” è anche il nome del progetto e del relativo album nato dalla collaborazione tra Mario Evangelista – musicista, compositore, arrangiatore e polistrumentista da vent’anni, attivo con la sua band Pitchtorch, oltre che con la formazione The Gutbuckets e nel Collettivo Jambona – e Kern, società di sviluppo immobiliare altoatesina che progetta e realizza residenze di pregio, trasformando luoghi dal valore nascosto, spesso dimenticati, in spazi contemporanei dove storia e design convivono.

Il progetto immobiliare Goldgasse, in fase di completamento, darà vita a un’esclusiva residenza storica riqualificata nel cuore di San Michele. Kern non costruisce però soltanto case, bensì è una factory creativa che disegna e realizza spazi da vivere. Kern Studios ne è l’espressione dedicata al suono e confluirà nella nascita di un’etichetta discografica votata alla qualità, al vinile e alla cultura dell’ascolto.
Con questo spirito Kern ha chiesto a Mario Evangelista di comporre e arrangiare musiche capaci di trasporre in note il progetto Goldgasse e i luoghi limitrofi, vicini ad alcune suggestive vette delle Dolomiti. Lo ha lasciato del tutto libero, senza alcun vincolo: Goldgasse è dunque il primo album pubblicato da Kern Studios, in uscita il 23 ottobre 2026 in vinile e digitale.

Mario Evangelista (ph. Lello Muzio)

Nelle parole di Evangelista: «Da molti anni desideravo farmi coinvolgere nella scrittura di una colonna sonora. Quando Kern mi ha contattato, è stata una grande sorpresa perché la commissione dell’album ha aperto scenari che non pensavo neanche di poter immaginare. Ho composto quindi dei brani strumentali che evidenziassero una fusione coerente e armonica fra antico e moderno, esattamente come nello stile di Kern. Per fare ciò, ho utilizzato tutti gli strumenti che sono in grado di suonare, tra cui sintetizzatori, chitarre acustiche ed elettriche, basso elettrico, harmonium a pedale, pedal steel, percussioni, eccetera. In particolar modo mi sono concentrato nella scrittura dei brani direttamente su carta, pensando principalmente alla forte identità tematica e melodica dei pezzi e a un suono che fosse significativo del mio percorso. Dal mio punto di vista volevo infatti inserire sia l’elemento acustico e “tradizionale” della chitarra, come sempre con molteplici accordature, sia un certo tipo di elettronica grazie a synth e manipolazioni digitali».

L’ispirazione è scaturita anche dalla famosa leggenda del Re Laurino, che spiega il noto fenomeno dell’enrosadira, cioè il tingersi di rosa delle Dolomiti all’alba e al tramonto.
Secondo la tradizione, il sovrano governava in territorio altoatesino un popolo di gnomi che cercava oro e cristalli sulle montagne. Possedeva inoltre una cintura che dava la forza di dodici uomini e una cappa che rendeva invisibili. Davanti al suo castello c’era un bellissimo giardino di rose.
Un giorno il re dell’Adige organizzò una grande festa invitando tutti i nobili della zona, tranne Laurino. Questi si recò comunque al ricevimento usando la sua cappa magica. Qui vide la principessa Similde, se ne innamorò e la rapì portandola sul massiccio del Catinaccio. Per vendetta, i cavalieri e il promesso sposo di Similde attaccarono il regno di Laurino. Il re indossò la cintura e la cappa dell’invisibilità, ma il suo movimento tra le rose rivelò la sua posizione. Sconfitto, lo sfortunato sovrano lanciò una maledizione contro il suo amato roseto, colpevole di averlo tradito: sarebbe diventato anch’esso invisibile agli occhi di tutti, così che nessuno avrebbe più potuto ammirarlo né di giorno né di notte. Ma si dimenticò di menzionare l’alba e il tramonto: da allora, al sorgere del sole e all’imbrunire, le rocce dolomitiche si tingono di rosa.

Il fenomeno dell’enrosadira nel parco naturale dello Sciliar-Catinaccio, rifugio Bolzano (ph. Anna Marchenkova)

Ognuno dei brani in scaletta è ispirato ai luoghi e ai personaggi della leggenda, fatta eccezione per Baturla, termine che proviene dal dialetto toscano e che rappresenta il suono gorgogliante che fanno i temporali poco prima di scatenarsi.
Nel brano d’apertura Enrosadira Evangelista ha ricreato proprio la meraviglia con cui il colore rosa investe inaspettatamente le Dolomiti, quando il muoversi della luce è quasi impercettibile e l’esplosione arriva quando il sole finalmente si fa vedere in tutta la sua bellezza. La title track Goldgasse restituisce invece la nuova vita e l’attuale equilibrio tra storia e design delle case nel borgo di Appiano (Eppan). La traccia intitolata per l’appunto Eppan, ad assecondare una melodia con piccoli riferimenti al contrappunto di Bach ma anche all’indolenza del blues, è un omaggio alla solennità del borgo, posizionato di fronte alla montagna.
Disponibile su tutte le piattaforme digitali da oggi, 11 settembre, il singolo Laurin (qui il link per l’ascolto) è il brano dedicato alla figura del Re Laurino. La sua imponenza è restituita dal ritmo incessante della chitarra elettrica che, lavorando con il delay, realizza l’immagine sonora dei suoi passi che scuotono la terra, mentre la sua voce è espressa da una linea di synth che lascia spazio alla fantasia.

ph. Lello Muzio

Tra la dolcezza dello stupore e il timore reverenziale tipici del sublime kantiano, Rosengarten si rifà al giardino di rose del medesimo re, che riesce a celare agli occhi altrui grazie alla sua cintura magica, ma Rosengarten, in italiano Catinaccio, è anche il nome del già citato massiccio delle Dolomiti. Ondeggiante tra spigolosità melodiche e momenti più rassicuranti, Similde prende nome dall’omonima principessa, dalla complessa personalità, che costituisce per Laurino la prospettiva perduta di un folle amore.

Foto di Sigfried Poepperl da unsplash.com

Focus track dell’album, Die Klüss porta il nome della Klüss, la “chiave” che è l’essenza di Kern e che sintetizza perfettamente ciò che ha spinto all’avvio di Kern Studios: ciò che nasce dall’incontro mai avvenuto prima di due forze — l’energia di chi trasforma spazi dimenticati in valore e le persone che abitano quegli spazi — e che diventa il mezzo in grado di unirli, facendo convivere energie, ecosistemi e comunità. Nel brano ci sono più temi che generano un dialogo, che contribuiscono a un’armonia nel segno delle molteplici anime del progetto.

L’album è stato registrato, mixato e masterizzato da Antonio Castiello al Jambona Lab Studio. Per la parte grafica è stata coinvolta Elisa Bruni, mentre quella fotografica è stata curata da Erica Salvi, che ha effettuato degli scatti, incluso quello di copertina, che immortalano l’enrosadira dal Rifugio Lagazuoi, sopra il Passo Falzarego.
“Goldgasse” è il risultato più distante da quanto prodotto in precedenza dal musicista molisano attivo a Firenze, la cui carriera da solista è stata inaugurata lo scorso maggio con l’album “Da Capo”, una serie di quadri sonori per chitarra acustica a sancire in pratica un nuovo corso, ma allo stesso tempo altro non è che una naturale maturazione che rappresenta al meglio chi sia oggi Mario Evangelista.

Crediti

Mario Evangelista: chitarra acustica, elettrica e resofonica, harmonium, basso, sintetizzatori, pianoforte, percussioni, composizione, produzione artistica e arrangiamenti.
Antonio Castiello: registrazione, mixing e mastering presso Jambona Lab Studio (Livorno).
Elisa Bruni e Erica Salvi:
artwork.
Etichetta: Kern Studios.