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Massimo Priviero si racconta nel suo libro “Amore e rabbia”

Guardare il pubblico negli occhi, coglierne le emozioni e le reazioni immediate, dialogare con le persone e ricambiarne l’affetto: questo è possibile ad un artista solo in dimensioni intime, raccolte, e questa è la dimensione che Massimo Priviero ha scelto per presentare il suo volume Amore e rabbia – il racconto della mia vita. Così il cantautore veneto, in un tour di presentazione che lo vedrà in giro per l’Italia per parecchi mesi, si è presentato ad un uditorio attento e partecipe presso la libreria “Al Sette” di Carugo, una delle numerose realtà librarie indipendenti del nostro territorio che promuovono novità editoriali e classici della letteratura insieme ad eventi culturali.

Amore e rabbia è stato concepito a Eraclea, nei pressi di Jesolo, paese natale dell’artista, nei mesi invernali in cui la località balneare si svuota dai turisti e il solitario paesaggio marino induce alla riflessione e all’introspezione. Tra vittorie e sconfitte, momenti di stasi e di intenso vissuto, ripercorrendo una trentennale carriera con quindici album all’attivo, il raccontarsi di Priviero ha come costante la sincerità di un uomo e di un artista che non teme di mostrare la propria fragilità ma che al tempo stesso trasmette grande energia e vitalità. E’ un’autobiografia, ma anche un romanzo; è, soprattutto, una narrazione sincera e autentica da parte di un musicista che fin dai propri esordi ha voluto rimanere fedele a se stesso e al proprio ideale, quello vivere di musica senza compromessi, in nome della libertà artistica e personale.

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Massimo, affiancato da Gianluca Alzati, ha ripercorso le tappe della sua carriera partendo da quando, a vent’anni, si esibiva come busker in giro per l’Europa avendo Bob Dylan come punto di riferimento artistico. Ha narrato del suo periodo di grande successo, della sua laurea in Storia contemporanea, della sua passione per il socialismo di Carlo Rosselli a cui dedicò la tesi, dei momenti in cui ha preferito stare lontano dalla luce dei riflettori. Ma anche della sua breve e misconosciuta carriera come cantante gospel con lo pseudonimo di Tommy Eden e dei suoi rapporti affettivi più stretti – il nonno, il padre, il primo amore, il figlio. Ha accompagnato i racconti con alcuni brani come Abbi cura, Giustizia e libertà, San Valentino, La strada del Davai e, soprattutto, si è mostrato nella sua autenticità di artista che ha voluto sempre tener fede ai propri ideali.

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Priviero si è accostato al suo pubblico con calore e cordialità, dimostrando di essere un personaggio a suo agio tanto nella più consueta dimensione del concerto quanto in circostanze più raccolte in cui la vicinanza del pubblico si fa prossimità e quasi confidenza. Avevo avuto modo di ascoltarlo lo scorso settembre, nella sua partecipazione a Bergamo Racconta Springsteen – di cui avevo già raccontato – ed è stata davvero una piacevole occasione poterlo incontrare e salutare a Carugo. E, naturalmente, non vedo l’ora di immergermi nella lettura di Amore e rabbia.