Tutte le mattine, davanti a una tazza di caffè, leggo le notizie sul web, ma quello che fino a due mesi fa era un modo come tanti altri per iniziare la giornata è ora diventato per me una fonte di ansia, confusione e irritazione.

La tematica ricorrente è sempre la medesima, la pandemia, ma i punti di vista sono molteplici e le informazioni fornite dai media, così come le teorie divulgate e le opinioni espresse, sono spesso contraddittorie.

Da una parte sembrerebbe prevalere una sorta di pensiero unico, che vorrebbe che chi non è direttamente colpito dall’emergenza stesse a casa a sfornare pizze e torte. Dall’altra si fanno sentire coloro che rivendicano la propria libertà a varcare il fatidico limite dei 200 metri da casa, perché il lockdown è anticostituzionale. C’è chi mette gli interessi economici o le logiche di potere prima della sicurezza della popolazione. E poi le tesi del Grande Complotto, o quella del virus creato in laboratorio. Tra le recenti dichiarazioni, mi ha colpito quella del Premio Nobel francese Montaigner, che ha affermato che il virus – “sfuggito” ai ricercatori di Wuhan – è destinato ad  indebolirsi e a scomparire da solo, ma al tempo stesso viene alimentato dalle onde elettromagnetiche del 5G. Accanto a questa teoria, che è stata subito smentita, ne esistono altre, generalmente più pessimistiche, ma nessuna di esse è convincente o definitiva. Il test sierologico funziona? Il vaccino è pronto? L’immunità è permanente? Niente vacanze? Voucher vacanze? Pareti di plexiglass in spiaggia? Queste sono solo alcune tra le affermazioni contrastanti da cui siamo bombardati ogni giorno.

Non ne vorremmo più parlare, ma al tempo stesso non possiamo smettere di parlarne. Anche se siamo al sicuro nelle nostre case, o distanziati socialmente nei nostri uffici semivuoti, siamo contagiati da pensieri inquietanti che vorremmo allontanare, ma che ci rincorrono continuamente. L’aspetto peggiore, a mio parere, è la coesistenza di voci rassicuranti,, che alimentano barlumi di speranza,  e di notizie allarmanti che suscitano ansia e dubbi. Qual è la verità? 

fake news

Nei primi giorni della diffusione del Covid-19, il mio pensiero ricorrente è stato quello di sentirmi simile ad un personaggio di un romanzo distopico o di un film di fantascienza. Qualcosa di più grande, di misterioso, di inafferrabile ci circonda, ha preso possesso delle nostre vite, ha rivoluzionato le nostre abitudini e minaccia di stravolgere il nostro futuro; per di più, sembra che da nessuna parte si possa reperire una fonte di informazione credibile a cui affidarsi.

War Is Peace, Freedom Is Slavery, Ignorance Is Strength. Lo slogan del Doublethink, il “bipensiero”, in base al quale si può affermare tutto e il suo contrario per controllare le masse, sembra  diffondersi e prendere forma in questa circostanza come nel romanzo distopico per eccellenza, 1984. Questa è la sensazione che mi pervade quando ascolto i notiziari o leggo opinioni e commenti sul web. 

I saw a film today, oh boy
The English Army had just won the war
A crowd of people turned away
But I just had to look
Having read the book
I’d love to turn you on…

don't believe